giovedì, 19 settembre, 2019
Matrimonio celtico: tradizione e svolgimento

Il matrimonio celtico (chiamato anche neo druidico) ha una tradizione molto antica che risale al III secolo avanti Cristo e ha come terra d’origine la regione indoeuropea. Si svolge prettamente come cerimonia alternativa a quella tradizionale e attualmente è il tipo di matrimonio più richiesto, anche se durante il rito bisogna essere attenti a non commuoversi, pure se è difficile.

Gli elementi di un matrimonio celtico

Bisogna puntualizzare anzitutto che in questo tipo di matrimonio non ci sono dei testimoni (solo degli invitati) perché il ruolo più importante è ricoperto dal celebrante che può essere anche femminile. Perciò gli sposi possono scegliere di avere una sacerdotessa che presiede al rito. Va detto anche che lo scopo di questa unione i tempi antichi non era tanto un dovere quanto sociale e quindi quello di garantire la discendenza di una famiglia attraverso la fertilità femminile, e quindi il matrimonio celtico non era solamente un’unione sociale e spirituale, ma anche una sorta di augurio per la coppia. Questo tipo di matrimonio viene celebrato anche in Italia; in questo caso le coppie vengono “iniziate” ad affrontarlo nell’unica area sacra presente per questo tipo di preparazione e cioè Monte Caprione, vicino La Spezia, l’unico luogo adatto dove vi è un menhir, e fa parte della catena montuosa di Levante.

Il nastro

Essendo particolare e simbolico, il rito celtico ha il suo culmine nell’Unione con il nastro (rosso in generale). I due sposi devono essere accorti nel recitare la formula senza versare nessuna lacrima poiché questo tipo di matrimonio rifiuta tutto ciò che è legato alla tristezza. Questo particolare simbolo è stato introdotto anche nella chiesa cattolica, per cui gli sposi che scelgono il metodo tradizionale posso optare anche per l’uso di questo piccolo rito del nastro all’interno di un matrimonio cristiano.

La formula

La formula da recitare è unica, non esistono altre, poiché questa è stata tramandata oralmente dagli antichi druidi. Lo sposo e la sposa devono recitare nel medesimo momento queste parole:

“Terra di giovinezza e terra di vita
terra priva di dolore
lontana nell’occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
possiedo una barca di cristallo veloce
come occhi mortali non videro mai
noi andremo verso quella terra prima che cada la notte
sulla mia barca veloce e splendente.
Andremo verso la riva di quella terra assolata
libera di sacerdoti e di demoni
verso la terra della giovinezza, nell’occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
la terra dalle valli verdeggianti
ruscelli chiari e pianure fitte d’erba
una terra di pace, serena, priva di morte e di dolore
dove è sempre estate”

In realtà il seguente testo può essere riadattato, purché mantenga i valori simbolici già tramandati. Dopo aver recitato la formula rituale il nastro verrà tolto e gli sposi sono quasi del tutto obbligati a non lasciarsi mai le mani, nemmeno durante il ricevimento, al quale anche il druido presenzierà eseguendo altri tipi di riti iniziatici.