martedì, 23 aprile, 2019
Matelda immerse Dante nel Lete? È vero? Quando accadde?

Nel ventottesimo canto del Purgatorio, Dante giunge nel Paradiso Terrestre, simbolo del raggiungimento della felicità terrena, alla quale l’uomo può arrivare tramite la ragione umana (rappresentata appunto dalla figura di Virgilio, che ormai ha accompagnato il poeta fiorentino fino a quel punto). Ma chi è il personaggio che Dante incontra e, soprattutto, perché Matelda lo immerge nel fiume Lete?

Analisi del personaggio di Matelda: chi era in realtà?

Matelda potrebbe essere accostata, tramite l’interpretazione di questo canto, alla dea Proserpina, proprio perché, come ci ricordano i versi danteschi, anche lei coglie i fiori e canta. Il suo compito è quello di attendere le anime e immergerle nelle acque del Lete, un fiume che cancella il ricordo del peccato dalle anime che si sono purificate attraverso il cammino nel Purgatorio. Ma chi era in realtà Matelda, chi prefigurava, nella realtà duecentesca storica in cui visse il poeta? Due questioni, infatti, impegnarono la critica dantesca su questo personaggio: la sua identità e il valore simbolico. Per la prima delle due questioni ci sono due diverse teorie. Molti antichi commentatori non dubitarono nel riconoscere in questo personaggio la contessa Matilde di Canossa, forse il Dante non la stimasse tanto a causa della sua opposizione all’imperatore Enrico IV.

Questa è la posizione più accreditata: ma non vanno dimenticate le altre interpretazioni. Altri critici dell’opera dantesca identificarono Matelda con una delle donne della Vita Nova di Dante o con la monaca Matilde di Hachenborn, morta alla fine del XIII secolo e autrice di parecchi libri spirituali. Sul valore simbolico da dare al personaggio furono, invece, tutti quanti d’accordo: Matelda rappresenta la felicità terrena che Dante sta per raggiungere ma, perché ciò succeda, è necessario che il poeta si immerga e beva le acque dei due fiumi del Purgatorio, il Lete e l’Eunoe. Rappresenta quindi perfettamente la condizione dei progenitori Adamo ed Eva prima della tentazione da parte del Male.

Cosa accadde veramente?

Matelda appare a Dante poco dopo il suo ingresso nel giardino del Paradiso Terrestre. Ciò che la divide dal poeta è solamente la presenza del fiume Lete, sulla cui riva la giovane e bella donna sta raccogliendo dei fiori. Dai versi traspare l’odio di Dante verso il fiume che lo divide da Matelda che gli sta sorridendo soavemente: poco dopo la giovane donna esorta il poeta a chiedere ciò che vuole. Dopo dei chiarimenti sulle affermazioni di Stazio (incontrato due canti prima) sull’assenza di eventi atmosferici nel Purgatorio.

Dopo aver spiegato come in realtà stanno le cose, Matelda prosegue a cantare recitando il verso del salmo XXXI (“Beati loro i cui peccati sono stati coperti dal perdono”) costeggiando il fiume in direzione opposta alla corrente. Dopo i suoi cento passi il fiume svolta verso levante e la donna invita il poeta osservare la processione simbolica che viene subito dopo. Dante sviene e si ritrova immerso fino alla gola nel Lete avviando la prima fase del suo processo di purificazione. Dopo l’immersione nell’altro fiume l’Eunoè, rendendo Dante pronto e puro per “salire verso le stelle“.