La televisione spenta con il telecomando, il decoder, il modem, il microonde con l’orologio, la macchina del caffè, i caricabatterie lasciati nella presa. Di sera, a luci spente, le piccole spie rosse e verdi che punteggiano la casa raccontano una storia precisa: tutti questi apparecchi stanno consumando elettricità anche se non li stiamo usando. Si chiamano consumi in standby, o consumi fantasma. Presi uno per uno sembrano trascurabili, ma sommati possono valere decine di euro l’anno.
Cosa sono i consumi in standby
Un apparecchio in standby non è spento: è in attesa. Mantiene attiva una parte dell’elettronica per poter rispondere al telecomando, conservare l’ora, ricevere aggiornamenti o riaccendersi rapidamente. Nella stessa categoria rientrano i dispositivi che restano sempre alimentati per natura, come modem e router. Ci sono poi gli alimentatori collegati alla presa senza nulla attaccato, che dissipano comunque una piccola quantità di energia sotto forma di calore.
Secondo l’ENEA, un singolo dispositivo in standby assorbe in media da 1 a 4 watt in modo continuo. Sembra pochissimo, ma il punto è proprio la continuità: un apparecchio da 2 watt acceso 24 ore su 24 per un anno consuma circa 17,5 kWh. Negli ultimi anni, poi, il numero di dispositivi connessi in casa è cresciuto molto, tra smart TV, assistenti vocali, console e prese intelligenti, e con esso il consumo “in sottofondo”.
Quanto incidono sulla bolletta: le stime e un calcolo concreto
Le stime più citate collocano i consumi in standby tra l’8% e il 10-15% della bolletta elettrica di una famiglia. Altroconsumo parla di oltre 200 kWh l’anno per una casa media. Secondo alcune elaborazioni basate su dati ENEA, nelle abitazioni più “connesse” lo standby può arrivare a pesare fino a 100 euro l’anno.
Facciamo un conto semplice. Una casa con dieci apparecchi sempre in attesa, da 2 watt ciascuno in media, ha un assorbimento costante di 20 watt. In un anno sono circa 175 kWh. Usiamo un prezzo finale dell’energia di 0,35 euro per kWh, realistico per fine 2026 visto che i clienti vulnerabili in Maggior Tutela pagano 43,43 centesimi da ottobre. Il risultato è di circa 60 euro l’anno per apparecchi che, la maggior parte del tempo, nessuno sta usando. Per avere un termine di paragone, è quasi quanto costa far funzionare una lavastoviglie moderna per un anno intero.
Quali dispositivi consumano di più in standby
Non tutti gli apparecchi in attesa pesano allo stesso modo. Tra i più “affamati” ci sono:
- console per videogiochi lasciate in modalità di accensione rapida, che possono assorbire parecchi watt per restare pronte a scaricare aggiornamenti;
- decoder, soundbar e impianti audio, soprattutto se di qualche anno fa;
- modem e router, che restano sempre accesi per definizione e assorbono in genere qualche watt di continuo;
- smart TV con funzioni di avvio rapido o di ascolto dei comandi vocali attive;
- computer fissi e stampanti lasciati in sospensione invece che spenti;
- condizionatori e pompe di calore, la cui unità resta alimentata tutto l’anno, anche nelle stagioni in cui non si usano;
- piccoli elettrodomestici da cucina con display e orologio, come forno a microonde e macchine del caffè.
Gli apparecchi più vecchi sono in genere i peggiori. Un decoder o un impianto hi-fi di quindici anni fa può consumare in standby diverse volte quello che consuma un modello recente.
Cosa dicono le regole europee
L’Unione Europea interviene da anni sui consumi in standby attraverso i regolamenti sull’ecodesign. Con le norme più recenti, applicate dal 2025, i nuovi apparecchi venduti nell’UE devono rispettare limiti più severi. In linea generale il limite è di 0,5 watt in modalità spento o in standby semplice. Le soglie sono un po’ più alte per chi mostra informazioni su un display, e ci sono limiti specifici per i dispositivi collegati in rete. I produttori devono anche rendere disponibili informazioni più chiare su questi consumi.
È un passo avanti importante, ma riguarda solo gli apparecchi nuovi. Le case italiane sono piene di dispositivi acquistati prima di queste regole, ed è lì che si concentrano gli sprechi maggiori.
Come eliminare i consumi fantasma
La soluzione più efficace è anche la più semplice: staccare davvero la corrente. Non serve correre a sfilare ogni spina. Basta collegare gruppi di apparecchi, come TV, decoder, soundbar e console, a una ciabatta con interruttore e spegnerla la sera o quando si esce. Lo stesso vale per la postazione del computer con monitor, stampante e casse. Una ciabatta di buona qualità costa pochi euro e si ripaga in poche settimane.
Un passo in più sono le prese intelligenti con misurazione dei consumi. Permettono di vedere quanti watt assorbe ogni apparecchio e di programmarne lo spegnimento automatico. Prima di usarle a tappeto, però, conviene ricordare che anche loro hanno un piccolo consumo proprio: hanno senso sugli apparecchi che sprecano di più, non sul singolo caricabatterie. Quali dispositivi smart fanno davvero risparmiare e quali sono solo gadget lo approfondiamo nella guida sulla casa intelligente.
Infine qualche accorgimento nelle impostazioni:
- disattivare l’avvio rapido di TV e console;
- impostare lo spegnimento automatico dopo un periodo di inattività;
- scollegare i caricabatterie quando il telefono è carico.
Il modem può restare acceso se serve per allarmi, telecamere o telefono di casa; in caso contrario si può valutare uno spegnimento programmato nelle ore notturne. Il frigorifero, naturalmente, non va mai scollegato: per lui valgono altre regole, raccolte nell’articolo sulla temperatura ideale del frigorifero.
FAQ: elettrodomestici in standby
Quanto consuma un apparecchio in standby?
In media tra 1 e 4 watt in modo continuo, secondo l’ENEA. Su un anno, un dispositivo da 2 watt consuma circa 17,5 kWh.
Quanto pesa lo standby sulla bolletta?
Le stime vanno dall’8% al 10-15% dei consumi elettrici di casa. Per una famiglia media sono tra 50 e 70 euro l’anno con i prezzi attuali.
Spegnere con il telecomando basta?
No, il telecomando mette l’apparecchio in standby. Per azzerare il consumo bisogna togliere corrente con l’interruttore o staccando la spina.
Le prese smart consumano a loro volta?
Sì, un piccolo consumo proprio. Convengono sugli apparecchi che sprecano di più o che si vogliono programmare, non su ogni singola presa.
Conclusione
I consumi in standby sono il classico spreco invisibile: nessuno li nota, ma tutti li pagano. Bastano una ciabatta con interruttore per l’angolo TV e una per la postazione del computer, qualche impostazione cambiata e i caricabatterie staccati. In questo modo si recupera buona parte dei 50-70 euro l’anno che lo standby costa a una famiglia media. È uno dei pochi risparmi energetici che non richiedono alcuna rinuncia, come molti altri raccolti nella guida su come ridurre i consumi elettrici in casa.




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