Lavastoviglie: programma Eco o rapido, quale conviene davvero?

Tre ore e mezza per lavare i piatti della cena. Chi guarda il display della lavastoviglie dopo aver selezionato il programma Eco ha spesso la stessa reazione: possibile che un ciclo così lungo consumi meno di un rapido da mezz’ora? Nella grande maggioranza dei casi la risposta è sì, ma non sempre e non per tutti i tipi di carico. Capire come funzionano i due programmi permette di scegliere quello giusto di volta in volta, senza pagare di più in bolletta e senza ritrovarsi con bicchieri opachi.

Perché il programma Eco dura così tanto e consuma meno

Il segreto del programma Eco sta in un principio semplice. In una lavastoviglie la voce di consumo più pesante è il riscaldamento dell’acqua, non il tempo di funzionamento. La pompa di lavaggio e l’elettronica assorbono poche decine di watt, mentre la resistenza che scalda l’acqua lavora a potenze dell’ordine di 2.000 watt. Ogni grado in più ha quindi un costo, mentre ogni minuto in più non costa quasi nulla.

Il programma Eco sfrutta proprio questo meccanismo. Lavora a temperature più basse, in genere intorno ai 45-50 °C, e compensa allungando i tempi di ammollo e di azione del detersivo. Gli enzimi dei detersivi moderni hanno bisogno di tempo per sciogliere amidi e proteine, e un lavaggio lungo a temperatura moderata ottiene risultati simili a uno breve e molto caldo. Anche la fase di asciugatura è più lenta, perché sfrutta il calore residuo invece di una resistenza dedicata.

È anche il programma su cui si basa l’etichetta energetica europea. La classe A, B o C di una lavastoviglie, i kWh per 100 cicli e i litri d’acqua indicati sull’etichetta si riferiscono proprio al ciclo Eco, ed è per questo che i produttori lo ottimizzano con particolare cura.

I numeri: Eco, rapido e intensivo a confronto

I dati dei test e dei manuali confermano la tendenza, con qualche sorpresa. Nei test di Altroconsumo un modello Bosch consumava 0,78 kWh con l’Eco contro 0,94 kWh con il programma principale, e 10 litri d’acqua contro 13. Su una Whirlpool la differenza era ancora più marcata: 0,79 kWh e 12 litri in Eco, 1,19 kWh e 17 litri con il programma giornaliero.

Il rapido è il caso più variabile. Su una lavastoviglie Electrolux recente il manuale indica 0,835 kWh per l’Eco da 240 minuti e 0,975 kWh per il ciclo da 90 minuti. Lo stesso apparecchio, però, ha un programma da 30 minuti che scende a 0,6 kWh e 9 litri, quindi meno dell’Eco. Il motivo è che i cicli brevissimi sono pensati per carichi piccoli e poco sporchi, e lavorano con meno acqua e meno fasi.

Tradotto in euro, con un prezzo finale dell’energia di circa 0,35 euro per kWh, i costi sono questi:

  • un ciclo Eco costa sui 28-30 centesimi;
  • un rapido “pieno” da 60-90 minuti costa tra 33 e 40 centesimi;
  • un intensivo a 70 °C supera i 50 centesimi.

Su 260 lavaggi l’anno, usare sempre l’Eco invece del programma normale fa risparmiare in media 25-40 euro. Rispetto all’uso abituale dell’intensivo il risparmio sale a 60-70 euro. Il quadro completo dei costi annui è nella guida su quanto consuma una lavastoviglie.

Quando conviene davvero il programma rapido

Il rapido non è un programma da evitare, ma uno strumento da usare per lo scopo giusto: il suo vantaggio è la velocità, non il risparmio. Ha senso quando servono stoviglie pulite in fretta, per esempio tra un pasto e l’altro o quando arrivano ospiti. Va bene anche per carichi leggeri con sporco fresco, come bicchieri, tazzine e piatti del dolce. In questi casi un ciclo breve da 30-45 minuti lava bene e può persino consumare meno di un Eco.

Diventa invece una cattiva abitudine quando lo si usa per i carichi pieni della cena, con pentole e piatti che hanno residui secchi. A temperatura bassa e in poco tempo lo sporco ostinato non si scioglie. Il rischio concreto è dover ripassare a mano o rilanciare il ciclo, raddoppiando i consumi. Lo stesso vale per i grassi: un lavaggio troppo breve e freddo li lascia sulle superfici e, nel tempo, anche nel filtro e nelle tubature della macchina.

L’intensivo, infine, va riservato alle situazioni che lo richiedono davvero: teglie da forno incrostate, pentole con residui bruciati, sporco di più giorni. Usarlo per un carico normale significa pagare quasi il doppio dell’energia per un risultato che l’Eco avrebbe raggiunto comunque.

Come scegliere il programma giusto ogni volta

Una regola pratica funziona per la maggior parte delle famiglie:

  • Eco come impostazione predefinita, avviato la sera o quando non si ha fretta, magari con la partenza ritardata per sfruttare le fasce orarie più convenienti se si ha una tariffa bioraria;
  • Rapido solo per carichi piccoli o urgenti;
  • Intensivo solo per lo sporco più difficile.

Molti modelli recenti hanno anche un programma automatico che, grazie ai sensori di torbidità, adatta temperatura e durata allo sporco rilevato. È una buona alternativa per chi non vuole pensarci, anche se in genere consuma un po’ più dell’Eco.

Il consiglio più utile, però, è dedicare cinque minuti al libretto di istruzioni. Quasi tutti i produttori pubblicano una tabella con i consumi di ogni programma in kWh, litri e minuti. È l’unico modo per conoscere i numeri reali della propria macchina, visto che la durata indicata sul display non dice nulla sul consumo. Lo stesso approccio vale per la lavatrice, dove la differenza tra le temperature di lavaggio è ancora più netta, come spieghiamo nell’articolo su quanto consuma la lavatrice a 30, 40 e 60 gradi.

FAQ: programma Eco o rapido in lavastoviglie

Il programma Eco lava bene anche se è a bassa temperatura?
Sì, per lo sporco quotidiano. Compensa la temperatura più bassa con tempi più lunghi, che permettono al detersivo di agire. Per le incrostazioni pesanti è meglio l’intensivo.

Il programma rapido consuma sempre di più dell’Eco?
No. I rapidi da 60-90 minuti consumano in genere di più, mentre alcuni cicli brevissimi da 30 minuti consumano meno, ma sono pensati solo per carichi piccoli e poco sporchi.

Perché il programma Eco dura tre o quattro ore?
Perché riduce la temperatura dell’acqua, la voce di consumo più pesante, e allunga i tempi di lavaggio e asciugatura per ottenere lo stesso risultato.

Quanto si risparmia usando sempre l’Eco?
Rispetto al programma normale, in media 25-40 euro l’anno per 260 lavaggi. Rispetto all’intensivo usato per abitudine, anche 60-70 euro.

Conclusione

Nella sfida tra Eco e rapido non c’è un vincitore assoluto, ma una divisione dei compiti. L’Eco è il programma del risparmio, da usare per i carichi pieni e quotidiani; il rapido è il programma della fretta, utile per pochi pezzi poco sporchi. Usarli per lo scopo giusto e consultare la tabella dei consumi del proprio modello è il modo più semplice per tagliare qualche decina di euro dalla bolletta senza cambiare elettrodomestico.

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