martedì, 26 Gennaio, 2021
Islamismo: origine, storia e simboli della religione

Esistono, al mondo, tre grandi religioni monoteiste, ovvero che seguono la credenza dell’esistenza di un solo Dio: sono il cristianesimo, l’ebraismo e l’Islam.

La religione islamica, di origine molto antica, si trova al secondo posto di questa piccola classifica: è infatti la seconda religione monoteista più diffusa al mondo – dopo il cristianesimo e prima dell’ebraismo – ed è legata alla figura di Allah, il Dio in cui credono gli islamici, e a quella di Maometto, profeta e fondatore di questa religione.

Quella dell’Islam è una realtà complessa e articolata, che spesso è stata matrice di nascita di gruppi particolarmente estremisti e che, da secoli, si confronta e si scontra con il mondo dell’Occidente.

Andiamo a conoscere meglio la storia, l’origine e i simboli principali dell’Islam.

Origine e storia dell’Islam

Come anticipato nell’introduzione, l’Islam è una religione molto antica: anche se nasce ufficialmente con la nascita del profeta Maometto, a La Mecca nel 570 d.C., si basa in realtà su una serie di dottrine diffuse nella penisola arabica fin dai secoli prima di Cristo, praticate da tribù che erano per lo più nomadi e politeiste.

Durante la prima fase della sua vita, Maometto è un semplice commerciante, che sposa una ricca vedova e conduce un’esistenza non diversa da quella di tutti gli uomini arabi della sua epoca.

Non si sa molto su questo periodo della sua vita, ma è molto probabile che entri a contatto con le due grandi fedi monoteistiche già predicate in Oriente, il cristianesimo e l’ebraismo, entrambi fondamentali per la genesi dell’Islam.

È nel 610 che avviene il grande cambiamento in Maometto, un cambiamento che lo renderà profeta di una nuova religione: in base a quanto raccontato nel Corano – il libro sacro dell’Islam –  e dalle biografie del profeta (un vero e proprio genere letterario, per gli islamici), l’uomo ebbe una serie di visioni mistiche mentre era in ritiro su un monte.

Apparve a Maometto, infatti, un messaggero di Dio sotto forma dell’Arcangelo Gabriele, il quale manifestò al profeta la volontà divina. In questa occasione, saranno rivelati dall’Arcangelo i cinque pilastri dell’Islam, che rappresentano i cinque obblighi fondamentali previsti dalla Legge religiosa e che ogni credente musulmano deve seguire per ottemperare alla volontà di Dio: la Testimonianza di fede, la preghiera, l’elemosina legale, il digiuno nel mese di Ramadan, il pellegrinaggio alla Mecca.

Dopo la sua rivelazione, Maometto fu costretto ad abbandonare La Mecca  per trasferirsi a Medina: il suo spostamento ebbe luogo il 16 luglio dell’anno 622 d.C. e costituisce l’inizio del computo cronologico islamico.

Maometto passò tutta la vita a combattere per diffondere la nuova religione: sottoscrisse la Costituzione di Medina, che sancì l’unità tra stato e religione, si scontrò con vari clan ostili, distrutte gli idoli di La Mecca e consacrò la città ad Allah, fissò le regole della preghiera e infine morì nel 632, tra le braccia della sua quindicesima moglie e ormai padrone di tutta la penisola arabica.

Dopo la morte del profeta, la guida politica e spirituale della comunità islamica fu assunta dai califfi, che diffusero l’Islam in tutto il mondo.

I simboli della religione islamica

Trattandosi di una religione molto antica, l’Islam ha diversi di simboli a cui viene attribuito un significato profondo.

– La luna con la stella. È un simbolo che risale a molto prima della nascita dell’Islam, diventato ormai parte della religione tanto da comparire sulle bandiere di alcuni stati musulmani. Oggi la mezzaluna araba rappresenta la luce che disperde le tenebre dell’ignoranza, mentre la stella è il nome del profeta Maometto, che in arabo sembra proprio una stella a cinque punte.

– La mano di Fatima. Molto diffusa in tutte le religioni orientali, nella tradizione islamica questa mano rappresenta i 5 pilastri dell’Islam e i 5 membri della famiglia sacra, cioè Maometto, Fatima (la figlia di Maometto), Ali, Hussein e Hassan.

– Il verde. Non è un vero e proprio simbolo, ma è un colore estremamente ricorrente nella religione musulmana, tanto che è il colore scelto per quasi tutte le bandiere dei Paesi Islamici e anche per rappresentare il Paradiso e i santi musulmani. Probabilmente questo simbolismo deriva dallo stendardo verde a cui apparteneva la tribù di Maometto.