Leggi d’autunno 2016

cyberbullismoSono molte le questioni lasciate in sospeso da deputati e senatori che, dopo le vacanze estive, torneranno in aula a settembre. Dal cyberbullismo all’identità biologica, vediamo quali provvedimenti diventeranno leggi in autunno.

Vi è in atto una piccola rivoluzione nel campo dei liberi professionisti. Entro settembre, con questa nuova norma, sarà illegale chiedere una precisa prestazione e pagare la fattura oltre 60 giorni dalla sua presentazione.

Diventeranno, però, deducibili al 100% le spese per i convegni e per i corsi di formazione per  un massimo di 10 mila euro l’anno.

Per quanto riguarda l’identità biologica le cose presto cambieranno. Oggi se una donna dopo aver partorito sceglie di non riconoscere il proprio figlio, il suo nome resta segreto per 100 anni. Con la nuova legge il figlio avrà diritto a chiedere l’identità della madre ma a contattarla potrà essere solo il giudice. Se, però, la mamma nel frattempo è deceduta i suoi dati anagrafici verranno subito resi noti al figlio.

Cyberbullismo

Per combattere il cyberbullismo è in arrivo una legge che tutela le vittime e la loro dignità.

La norma definisce reato il bullismo in rete ed obbliga i siti interessati ad eliminare video o foto discriminatori entro 12 ore dalla segnalazione. Prevede, poi, che in ogni scuola, tra medie e superiori, almeno un insegnante segua corsi di formazione sull’uso distorto del web.

Se ne parla ormai da anni dell’inserimento dell‘epidurale nei Lea, Livelli essenziali di assistenza. A maggio il testo è stato approvato alla Camera, vedremo, poi, cosa deciderà in autunno il Senato.

Il punk e i suoi primi 40 anni

Three punks with mohicans, Chelsea, Kings Rd, London, UK 1970's

La Galleria Carla Sozzani di Milano, fino al 28 agosto, celebra il 40° anniversario dello stile punk con una mostra intitolata Punk in Britain.

In esposizione troverete i video e le fotografie più celebri dell’epoca: dalle sfilate di Vivienne Westwood riprese da John Tiberi ai ritratti di Simon Barker dove esplode tutta la sfrontatezza delle ragazze punk.

Punk: la storia

Nel lontano ’76 la moda si aprì ad una nuovo stile, il punk: un’estetica in caos che contagiò tutti, perfino gli italiani, quelli che da sempre erano i più attaccati al concetto classico del bello. In un mondo di paillettes e lustrini s’imposero, anche molto velocemente, capi in pelle e borchie: quei ragazzi così carismatici che all’inizio facevano un po’ paura si trasformarono nello status symbol di chi rinnega la formalità per esprimere se stesso in libertà. Ragazzi vivaci e ragazze imprevedibili capaci di mettersi in testa qualsiasi cosa, oltre ad idee anticonvenzionali anche lunghe e coloratissime creste!

Loro ci hanno spinto verso un look autonomo ed originale: hanno indossato camicie da uomo su un paio di collant, abbinamento che vedremo sulle passerelle di Vandevost quest’inverno. Per non parlare del chiodo rosa di Louis Vuitton proposto quest’estate e delle scritte «Girls»,  tra borchie e catene metalliche, sui maglioncini di lana di Alexander Wang.

Oggi lo chiamiamo riciclo prima si chiamava punk: personalizzare vecchi abiti con strappi o applicazioni non è un’invezione odierna ma una preziosa eredità inglese che non passerà mai di moda.