Mese: aprile 2016

Buoni sconto online, ecco dove trovarli

Buoni_Sconto1Sebbene non ai livelli raggiunti negli Stati Uniti, anche in Italia sta salendo la febbre dei coupon e dei buoni sconti online, i bonus elettronici che consentono di ottenere delle riduzioni al momento della spesa nei supermercati e nei negozi. Sono infatti numerosi i siti internet che forniscono promozioni per gli acquisti su diversi prodotti. Ma dove è possibile trovare i buoni sconto?

Dove trovare i buoni su internet

Tra i vari portali online dedicati alle offerte speciali, si può consultare il sito Offerte In Corso (alla pagina http://www.offerteincorso.it/dove-trovare-buoni-sconto-da-stampare/2593 si possono trovare diversi buoni), una piattaforma che propone numerosi buoni sconto da stampare e presentare alla cassa per ottenere un risparmio che a raggiunge un’ottima porzione del prezzo originale del prodotto acquistato. I prodotti scontati possono essere di genere alimentare, e inoltre si potranno trovare dei buoni abbinati ad articoli per la casa, per la bellezza, per l’igiene e per l’arredamento. Il sito presenta inoltre una ricca sezione che si concentra appositamente su iniziative e premi interessanti.

Coupon Gratuiti è un’altra risorsa associata a risparmio e convenienza: qui si potranno trovare coupon, buoni sconto, guide e consigli su come acquistare a prezzi vantaggiosi. Gli sconti possono essere utilizzati ai supermercati per la spesa quotidiana, ma possono essere anche abbinati a viaggi, prodotti per auto e moto e per l’abbigliamento. In questo spazio web si potranno inoltre trovare dei codici da inserire nei siti delle aziende per usufruire di sconti online al momento dell’acquisto su internet.

Chi intende approfondire la ricerca dei buoni sconto, può dare un’occhiata a codici-sconto.it, un sito dedicato al risparmio. Il portale, completo e ben strutturato, è ricco di proposte, divise per azienda, per categoria e per tipologia di buono. Tramite questo sito, sono proprio gli utenti stessi che possono segnalare le occasioni in circolazione, contribuendo quindi direttamente alla piattaforma.

Gli appassionati di buoni sconto potranno iscriversi ai siti esposti, abbonandosi alle newsletter che consentiranno di ricevere regolarmente sulla propria casella di posta elettronica le offerte da cogliere al volo per aggiudicarsi i coupon e risparmiare sulla spesa. Rimanere costantemente aggiornati sulle proposte di questi siti è infatti essenziale per aggiudicarsi le migliori occasioni di risparmio.

La lavastoviglie: una valida alleata in casa

lavastovMolte donne oggi si affidano alle competenze e alle abilità delle lavastoviglie di ultima generazione.

Sapevi che una lavastoviglie A+++ o A++ consuma meno acqua ed energia? L’elettrodomestico ne usa circa 7-8 litri  contro i 40-45 del classico lavaggio a mano.

I modelli più efficienti riscaldano l’acqua a temperatura minima e, per i cicli rapidi, consumano in media 0,7 kWh.

Consigli utili per una corretta manutenzione

Pulisci il filtro con regolarità: i depositi di cibo ostacolano lo scarico dell’acqua e il buon lavaggio.

Aggiungi sempre il sale specifico nell’ apposito contenitore in modo da impedire la formazione di calcare.

Controlla che le stoviglie nei cestelli non impediscano ai bracci rotanti di muoversi e che i forellini delle pale siano liberi da impurità per permettere all’acqua di raggiungere tutti gli angoli.

Non usare più detersivo del dovuto: una quantità eccessiva non lava meglio, anzi rimane sulle stoviglie.

Occhio agli sprechi

Per contenere i consumi, ricorda che 45° sono più sufficienti per ottenere un ottimo risultato.

Evita di fare il prelavaggio e lava solo a pieno carico. Se lo sporco non è eccessivo, usa l’opzione eco che riduce del 25% la durata del lavaggio base.

Evita l’asciugatura con l’aria calda: apri lo sportello e lascia che le stoviglie asciughino naturalmente. Ridurrai il consumo di energia del 45%.

Se possiedi uno di quei modelli con connessione da remoto puoi verificare subito il consumo di elettricità in base al programma che hai selezionato.

Come investire sui contratti per differenza usando la leva

forex andamentoSono numerosi i trader che aspirano ad accumulare dei profitti consistenti ma non dispongono di un capitale iniziale di una certa entità.  La limitatezza del deposito può infatti influire sui successivi guadagni,  che saranno più o meno estesi a seconda degli importi impiegati.  E bene comunque sapere  che alcuni strumenti di trading online consentono agli utenti di guadagnare delle somme interessanti pur disponendo di un patrimonio limitato.  Uno di questi strumenti  è quello della leva finanziaria,  che può essere associata al trading con i contratti per differenza, altresì noti con l’acronimo di CFD.

I CFD

I Contracts For Difference sono degli strumenti derivati che seguono l’andamento di un sottostante, un asset quotato nei mercati il cui prezzo viene preso come punto di riferimento. Aprendo e chiudendo questi contratti, il trader avrà la possibilità di guadagnare dalla differenza di valore che si potrà generare nel corso delle oscillazioni: in questo modo, si potranno acquisire dei guadagni senza dover possedere il bene, una soluzione molto più pratica dell’acquisto di azioni. I CFD possono includere asset appartenenti a diverse categorie: azioni, indici, commodities e cross valutari.

Guadagno CFD

Come anticipato, il guadagno con i CFD varia a seconda dell’investimento effettuato. Può capitare che impostando ordini con 100 euro, il guadagno sia piuttosto ristretto, per cui occorrerà impiegare capitali maggiori. Ma come procedere se non si possiedono depositi a cinque cifre nel proprio account? In questo caso, il broker viene in aiuto del trader proprio con la leva finanziaria. Con questo strumento, l’utente può disporre di capitali maggiori a quelli detenuti nel conto, grazie ad un meccanismo che consente di far “lievitare” il margine di profitto delle operazioni con i CFD. Con una leva di 50:1, ad esempio, 100 euro diventano 5000, consentendo l’apertura di un numero più elevato di contratti e aumentando il potenziale di guadagno. Occorre però tenere a mente che questo procedimento è soggetto a rischi: se il profitto potrà crescere, si è proporzionalmente esposti al rischio di incorrere in pesanti passivi, che richiederanno a volte l’integrazione di ulteriori somme nel deposito. Si suggerisce quindi di utilizzare la leva con cautela, dopo averne compreso le potenzialità ed i rischi.

Fonte: http://www.giocareinborsa.com/cfd/leva-finanziaria-cfd

Meno incidenti stradali in Europa ma non in Italia

Incidenti stradali reatoBasta dare un’occhiata ai dati dell’Osservatorio europeo per capire il nostro secondo posto nella classifica nera dei morti sulle strade.

La causa principale è l’uso del cellulare alla guida, 25% dei casi. Segue la tendenza italiana di superare il limite di velocità consentito, 20% , che in gran parte d’Europa si ferma al 10.

A questo punto ci si domanda: «Sarà una questione di cultura?» No, la risposta è meno filosofica. In molti Stati Europei vengono adottate da tempo valide strategie contro la mortalità stradale.

In Europa

In Olanda le strade sono classificate in base ai limiti di velocità: sotto i 30 Km ciclisti, pedoni e auto possono circolare insieme, altrove hanno corsie dedicate.

In Inghilterra si contano 28 vittime per milione di abitanti: gli incidenti sono diminuiti del 42% grazie al sistema della patente a punti, all’aumento dei controlli con l’etilometro e alle colonnine ai margini delle strade che verificano la velocità.

In Belgio i proventi delle contravvenzioni sono utilizzati per incrementare i controlli ed aggiornare la cartellonistica ogni anno.

In Austria chi provoca un sinistro stradale deve seguire poi un corso di rieducazione alla guida.

In Portogallo gli incidenti si sono dimezzati con il pagamento immediato della multa tramite Pos: se l’automobilista dovesse rifiutarsi scatta il sequestro della patente e dell’auto.

Si prenda esempio dagli Stati Uniti: per disincentivare l’uso del cellulare alla guida gli scienziati stanno sperimentando nuovi sistemi che lasciano sms e chat in stand-by fino a quando si scende dalla vettura.

I principali errori da evitare nel Forex

Andamento-borse-638x425Sia che si consideri il trading online come un semplice passatempo, sia che lo si interpreti come una possibile fonte di guadagno o addirittura un lavoro a tempo pieno, occorre conoscerne le regole e le potenzialità, pena la perdita degli importi investiti o peggio dell’intero deposito versato. Sono infatti numerosi i trader alle prime armi che si tuffano nel mare del Forex senza una previa preparazione, sia psicologica che tecnica, andando incontro a forti delusioni e passivi irrecuperabili. Vediamo insieme quali sono gli errori principali da evitare per tutelare il proprio account da spiacevoli perdite.

Primo errore dei Forex trader

I trader più frettolosi ed acerbi tendono a considerare la fase formativa come un ostacolo piuttosto che come una risorsa, in quanto ritarderebbe l’accesso alle operazioni con le piattaforme. In realtà, esercitarsi con un conto demo e studiare il materiale didattico messo a disposizione dal broker (a proposito, vi raccomandiamo sempre di sceglierne uno affidabile tra quelli segnalati su internet all’indirizzo http://www.iforexbroker.eu/) è sempre la tattica giusta per impadronirsi delle competenze necessarie al fine di realizzare con regolarità e sicurezza i primi profitti. Inoltre, specialmente con le simulazioni e le esercitazioni, si potrà iniziare a comprendere e a gestire la dimensione emotiva del trading, uno degli aspetti preponderanti durante le negoziazioni con le valute internazionali.

Errore n. 2 nel Forex

Un altro errore deleterio nel Forex è l’improvvisazione. Operare senza aver sviluppato una previa strategia di azione non consentirà di approfittare delle opportunità dei vari scenari finanziari, andando incontro verso baratri, vicoli ciechi o trappole che alimentano i potenziali passivi. L’elaborazione di un piano richiede ovviamente la capacità di leggere ed interpretare gli strumenti di analisi tecnica ed i grafici, che sapranno dare preziose indicazioni circa elementi come la volatilità, la ciclicità e la direzione della quotazione di un asset valutario.

Terzo errore

Un terzo errore tipico del trader novizio nel Forex consiste nel non accettare mai un eventuale passivo giornaliero, che invece rappresenta un accadimento strutturale nel trading online. Intestardirsi nel tentativo disperato di ripianare il passivo può portare a volte ad un incremento della stessa perdita, per cui si consiglia di focalizzarsi non tanto sul bilancio giornaliero o a breve termine, bensì su quello mensile a medio e lungo termine, al fine di valutare i risultati complessivi dell’esperienza di trading da un punto di vista più ampio.

Referendum del 17 aprile: sì o no alle trivelle?

piattaforma petrolifera (Agenzia: corbis)  (NomeArchivio: 5531_q2p.JPG)

Promosso da nove Regioni, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto, il referendum del 17 aprile chiederà agli italiani di votare per la cancellazione della legge che consente alle aziende petrolifere di continuare ad estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane finchè gli idrocarburi saranno disponibili.

Innanzitutto, è bene precisare che in Italia è vietata la costruzione di nuove piattaforme entro le 12 miglia, per cui il referendum riguarda esclusivamente gli impianti già esistenti per un totale di 92 piattaforme.

Sì o no?

Se vinceranno i, 44 impianti dovranno chiudere entro il 2016, 8 nel 2017, 13 nel 2018 e il resto entro il 2034.

Se vinceranno i No, le compagnie petrolifere potranno continuare la loro attività fino ad esaurimento dei giacimenti e senza chiedere nuove autorizzazioni.

I 92 impianti, di cui 72 in possesso dell‘Eni, nell’ultimo anno hanno soddisfatto il 3% e il 4% dei consumi di gas e petrolio.

Secondo Assomineraria, il valore economico di queste percentuali si aggira attorno i 750 milioni di euro: senza le piattaforme italiane il grado di dipendenza da fonti estere salirà dal 76% all’81%.

I hanno paura di incidenti e perdite di petrolio, i No controbbattono affermando che la maggior parte dei pozzi estrae gas non petrolio.

In realtà, l’obiettivo principale dei promotori del referendum è quello di promuovere il modello delle energie rinnovabili facendo a meno degli idrocarburi e riducendo le emissioni di anidride carbonica. Non ci resta che aspettare.

Le due settimane nere del Nikkei225

Borsa internetL’ultima settimana di marzo e la prima del mese di aprile si sono rivelate particolarmente dolorose per il Nikkei 225, l’indice più autorevole della Borsa di Tokyo e vero termometro dell’economia nipponica: a partire dal 29 marzo fino al 6 aprile 2016, come ricavato dai dati di borsa online di InvestireInBorsa, il paniere ha fatto registrare ben 7 sedute consecutive caratterizzate da segno negativo, con picchi di – 3,55% il primo aprile e -2,42% quattro giorni dopo, per un calo totale del 7,49% nell’arco degli ultimi 14 giorni. Tra le cause di questo passivo si possono annoverare gli effetti del prezzo del greggio e il rafforzamento dello yen sulle valute estere, soprattutto sul dollaro statunitense, che non incoraggia gli investitori stranieri ad intervenire nei mercati del Sol Levante.

La situazione in Giappone

Sembrerebbe che l’economia giapponese sia affetta attualmente dalla stessa patologia che sta investendo l’economia del vecchio continente, poiché i sintomi appaiono del tutto simili: contrazione della produzione industriale e nel settore dei servizi, alla luce di una ridotta entità dei consumi nazionali con conseguente sviluppo di tendenze deflazionistiche. Per questo motivo, la  Keindanren, l’equivalente della Confindustria in Giappone, ha recentemente consigliato il Governo e la Banca di Tokyo nel non allentare gli sforzi finalizzati a combattere la deflazione, intervenendo se necessario anche con misure di politica monetaria convincenti. Come risposta, il governatore della Banca Centrale Giapponese ha reiterato che l’istituto fornirà delle risposte forti alla situazione critica attuale, con il tentativo di far risalire il livello d’inflazione sui valori intorno al 2%, un tasso idoneo per il corretto funzionamento del sistema economico di un paese industrializzato.

Le prestazioni dell’economia giapponese risentono ovviamente dell’andamento del gigantesco vicino di casa, quella Cina che nel corso dell’ultimo anno ha fatto registrare un rallentamento della produzione industriale nazionale, con una riduzione dell’importazione ed un ridimensionamento del tasso di crescita a livello annuale. I paesi asiatici, come il Giappone e la Corea del Sud, patiscono maggiormente le turbolenze dell’economia cinese, ed il loro stato di salute dipende in gran parte dall’efficienza produttiva della Cina. Al fine di una ripresa dell’economia giapponese è quindi necessario monitorare costantemente le prestazioni di quella cinese, che hanno anche un forte impatto per le sorti economiche globali.