Mese: marzo 2016

La pelliccia da ieri a oggi

camelLa pelliccia ha trionfato nelle collezioni invernali 2015-2016 e, persino per la stagione in arrivo le modelle hanno sfilato con coprispalle pelosi e gilet lunghi e maculati.

Tutto fa pensare che la tendenza pelliccia spopolerà anche per l’inverno 2016-2017.

Le ultime sfilate appena concluse a Milano, Londra e New York hanno confermato come protagonista del prossimo inverno il cappotto di pelliccia, eco.

Pelliccia, le origini

In passato la pelliccia era simbolo di lusso e prestigio: la donna che indossava questo capo erano l’espressione di uno status symbol.

Oggi la pelliccia di 50 anni fa non esiste più: destrutturata e colorata, è diventata un capo giovane e di carattere.

Come non ricordare, poi, la pubblicità della Lav degli anni ’90 dove Naomi Campbell posava senza veli affermando «Meglio nuda che in pelliccia».

Infatti, i modelli dei decenni scorsi richiedevano l’impiego di almeno 60 pelli: uno spreco enorme ed eticamente improponibile.

Oggi la maggior parte delle signore le predilige sì di valore, ma rigorosamente eco, le cosiddette ecofur.

Il pelo sintetico ha raggiunto una qualità altissima ed in più permette di sperimentare texture e colori.

L’innovazione tecnologica ha conquistato anche le maison di moda più celebri, come la Vuitton e la griffe Stella McCartney.

Se hai qualche dubbio su come indossarla affidati al classico bianco e nero, se invece vuoi osare opta per le tinte pastello o fluo addirittura.

I capi più in voga sono i gilet, leggeri e voluminosi, il bomber, corto e morbidissimo e le borse di pelo, a mano o a tracolla, sono un vero must.

La mostra di Maurizio Galimberti

ltvs-galimberti-17-olga-mrVerrà inaugurata il 2 aprile a Palazzo Eucherio Sanvitale,in occasione della grande kermesse Parma 360, l’ultima mostra dell’artista e fotografo Maurizio Galimberti.

Parma 360, la mostra

Parma 360 è un’importante iniziativa che trasforma la città con mostre, installazioni, workshop, musica e food design.

L’artista della Polaroid ha raccontato che la prima volta che ha ritratto un nudo fu una specie di shock. Timido e puritano com’era, cresciuto in Brianza, tra casa, chiesa e scuola, aveva paura del giudizio dei suoi cari e sopratutto della madre. Invece, le foto sono piaciute a tutti perchè in loro si poteva leggere il grande rispetto che l’artista ha per la donna.

Le foto di nudo hanno sempre un che di Carlo Mollino: il maestro Galimberti è sempre stato attratto dai suoi set quasi da film, dall’atmosfera sensuale che riusciva a creare anche in cupi hotel a ore.

Ha ammesso anche l’ossessione per Man Ray, Jean Cocteau, per il Dada e il Surrealismo.

L’idea che Galimberti vuole trasmettere è quella raffinata di luohi segreti quasi incantati, dove le donne, nude, possono essere finalmete libere di essere quel che sono, senza angoscie nè paure. Per l’artista, il nudo vuol dire raccontare una donna, un corpo incuriosendo lo spettatore.

Il maestro ha più volte affermato che si può spogliare un corpo sempre con  profondo rispetto e senza denigrarlo mai.

I set dei suoi scatti sono diversi: da New York alla Costa Azzurra, dalla Puglia a Genova, e poi Abu Dhabi e Milano.

Una pianta alternativa? Scegli una carnivora!

pianta carnivoraLe piante mangia-insetti sono un’originale alternativa alle classiche rose o alle romantiche orchidee: scenografiche e di grande impatto, le piante carnivore sono anche facili da coltivare.

Due avvertenze: non usate concimi o fertilizzanti, per alcune solo letali, e non annaffiatele con acqua di rubinetto, poichè troppo calcarea. Vanno bene, però, le acque piovane, quelle demineralizzate o l’acqua di condensa dei condizionatori.

Oltre ad essere piuttosto decorative, d’estate saranno utili per tenere lontano mosche e zanzare.

Tipi di piante carnivore

La Dionea, è la più famosa: se un insetto si posa sulle sue foglie, scatta la trappola e si chiude a tagliola. Può stare all’aperto tutto l’anno, è resistente ai grandi freddi e ai caldi afosi , mentre in casa soffre.

La Sarracenia attira gli insetti con il suo piacevole profumo: lasciala all’aperto e in piena luce tutto il giorno. In primavera ed in estate assicurati che il suo sottovaso contenga sempre 2-3 cm di acqua.

L’Utricularia usa trappole a risucchio: sulle foglie ha molti micro sacchetti sottovuoto che aspirano e inghiottiscono la preda. Piantala nel substrato bark, di solito usato per le orchidee, e mantienilo sempre umido. Innaffiala sempre dall’alto e non lasciare ristagni nel sottovaso.

La Dosera, intrappola gli insetti tramite tanti piccoli tentacoli ricoperti di colla. Quando la preda si posa su di essa, i tentacoli si arrotolano su loro stessi e restano stretti finchè non l’hanno digerita. Puoi tenere la Dosera all’aperto ma non sotto i 5 gradi. Escludendo i mesi invernali, lascia sempre 2 cm d’acqua nel sottovaso.